Il verbale

 

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Il trionfo del “power tennis” sul Tennis, per la gioia di spagnoli e menagrami

Australian Open 2012. Riporto, correggendo la punteggiatura, un estratto dell’ottima sintesi di Tennis World Italia del match odierno:

La storia si ripete. Il ventisettesimo capitolo di quella che probabilmente è la più grande rivalità della storia del tennis (sicuramente la più mediatica) non è troppo dissimile da molti altri episodi precedenti della stessa saga. Sicuramente non è diverso rispetto a quelli ambientati nei tornei del Grande Slam andati in scena dal 2007 a questa parte. Vince Nadal, come sempre nelle ultime cinque sfide con Federer a livello major e come in otto delle dieci occasioni in cui si sono affrontati nei tornei che contano di più (raggiunti Lendl e McEnroe, come numero di sfide a livello major).
E proprio come in molte delle loro sfide, anche oggi Roger Federer è rimasto vittima di quella che ormai tutti chiamano “nadalite”. Lo svizzero, che per tutto il torneo è stato perfetto e, non concedendo la benchè minima chance ai propri avversari, spietato, nel momento in cui si è trovato di fronte Rafael Nadal è stato colpito dalla solita sudditanza ed ha mandato in fumo numerosissime occasioni per far suoi tutti i quattro set, vincendo soltanto il primo. Lo spagnolo invece non ha sprecato nulla, o quasi; ha recuperato sempre nei momenti in cui si è trovato sotto ed ha avuto la meglio per 6-7 (5) 6-2 7-6 (5) 6-4, conquistando la quindicesima finale in un torneo del Grande Slam.

Cos’altro dire, se non prendere atto del triste esito di questa prima semifinale degli Australian Open 2012?
Siamo alle solite, insomma. Il fondatore del tennis moderno, basato sulla potenza, sulle infinite corse da fondo campo e sui recuperi impossibili, vince e stravince sul Tennis fatto di talento, tecnica e tattica (ma, ahimé, rappresentato da chi cuor di leone non è, e più vent’anni non ha).
Circa la finale di domenica (e il resto della stagione), ci troveremo probabilmente a “gustare” un ennesimo e monotono braccio di ferro fra Djokovic e Nadal.
Dio ce ne salvi, ma soprattutto impedisca a Nadal di tornare sul trono del tennis mondiale; e tragicomicamente parrebbe essere proprio il giullare di corte serbo l’unico a poter contrastare efficacemente (e con le sue stesse armi, n.b.) il regno del terrore del diavolaccio di Manacor.

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In questi giorni…

In questi giorni di fine settembre
e in valli a mezzodì dell’Arco Alpino,
quando fra estate e autunno il tempo è fermo,
il sole arde e chiama fuori serpi
e ramarri a nutrirsi solo d’aria,
la rondine si attarda attorno ai nidi
con uno svolo che si sente fatto
spirito e amore: quasi intermittenza
che rigenera forze al grande viaggio,
la voce dei viventi non risuona
più di quel tanto eppure giunge chiara,
il vento tace od è solo un respiro,
l’aria è leggera, trasparente, tersa,
toglie il velo alle cose e le consacra,
e la montagna sorge nella gloria:
in questi giorni e luoghi può accadere
che tu non sai dove finisca e inizi
il mondo conosciuto e un mondo ignoto.

Remo Fasani, 27 settembre 1979

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US Open 2011 (e non solo): l’incredibile culo di Nadal

Lasciatemelo dire: non se ne può più!
Non mi riferisco al fatto che Nadal abbia dominato il Tennis mondiale degli ultimi anni uccidendo di fatto questo Sport (se il Tennis odierno si è ridotto a una logorante prova di resistenza fisica e nulla di più, bisogna ringraziare l’amico Nadal e il suo gioco “rivoluzionario” – sarebbe meglio dire “assassino” – basato unicamente sui muscoli e sull’esasperata difesa a tre metri dalla linea di fondo).
Ma bando alle ciance. Bando al fatto che Roger Federer (certamente non un cuor di leone) gli abbia regalato quattro o cinque Slam non per “K.O. tecnico” ma semplicemente per non essere mai riuscito a contenere psicologicamente il diavolaccio Manacor, entrando ogni volta in campo mentalmente già sconfitto.
Bando a tutto questo. Come detto, qui si vuol parlare d’altro.
Più precisamente si vuol soltanto dire, e ad alta voce, che NON SE NE PUÒ PIÙ che ad ogni fottutissimo sorteggio a Nadal vada sempre tutto per il verso giusto!
Oggi si è assistito al sorteggio dei tabelloni degli US Open 2011: e ti pareva che Nadal non pescasse avversari RIDICOLI – proprio da Challenger! – fino alla semifinale, dove incontrerà l’eterno semifinalista (quando non viene eliminato al primo turno) Andy Murray, che certamente lo farà passare, come d’abitudine,  in tre comodi set.
L’anno scorso (2010) Nadal ha vinto tre tornei dello Slam su quattro grazie a dei tabelloni del cazzo come questo. Su tre Slam ha dovuto affrontare due soli ”top ten”: Söderling al Roland Garros e Djokovic agli US Open. Entrambi, guarda a caso, soltanto in finale (mica prima, figuriamoci…), cotti e stracotti perché reduci dall’impresa di aver eliminato Federer dal torneo! Tutto ciò mentre Nadal gioiva di tabelloni ridicoli, con i suoi principali pseudo-avversari che s’infortunavano (vedi Gulbis) o che si eliminavano a vicenda (vedi Murray, vedi Roddick).
E allora, puttana troia, lasciatemelo dire: NON SE NE PUÒ PIÙ!
Non se ne può più di vedere, ancora una volta, l’usurpatore del trono del Tennis mondiale far suo l’ennesimo Slam giusto perché come sempre ha avuto un culo incredibile nel sorteggio! Avesse potuto comporre da sé il tabellone, non avrebbe saputo far di meglio.

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Sospiro

Poi arrivano quelle giornate che,
dal nulla,
fanno succedere qualcosa…
Una battuta,
uno sguardo…
E una sensazione fulminea che ti porta via…

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Sarebbero stati 10 anni di ‘TuttoAge’

Agli albori della primavera 2001, oramai 10 anni fa, avevo aperto un sito dedicato ad Age of Empires, famoso gioco di strategia in tempo reale della Microsoft.
Questo sito si chiamava TuttoAge, ed era reperibile all’indirizzo (oggi inattivo) www.tuttoage.com.
Diventò un vero e proprio “manuale online” del gioco, con decine di pagine d’informazioni, immagini, strategie e partite registrate.
Cose che probabilmente oggi paiono rudimentali; ma per quei tempi (quando ancora non esisteva Youtube, Facebook, Megaupload o qualsiasi altro sistema d’interazione online che andasse oltre la semplice messaggistica) la faccenda era ben diversa.
TuttoAge, come qualsiasi altro sito amatoriale portato avanti negli anni per sola passione, ebbe i suoi alti e i suoi bassi a livello di gestione e aggiornamenti; ma rimase stabilmente online, con tutti i suoi contenuti, per molto tempo.
Purtroppo, dopo quasi un decennio di permanenza sul web, una serie di problemi tecnici legati al server (o meglio, ai suoi gestori) mi costrinse, fra il 2008 e il 2009, a chiudere definitivamente il sito, oggi non più rintracciabile in internet.
Di TuttoAge resta il ricordo. Il ricordo di un’epoca giovanile passata, fra le altre cose, con la grande passione di Age of Empires, con le partite multiplayer, con i clan e con i forum; un’epoca che, non da ultimo, mi permise di conoscere persone splendide con le quali tutt’oggi si è mantenuto un forte legame di sincera amicizia.

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Aus Open 2011: Murray, l’eterno incompiuto

Andy MurrayMurray – ahimè – ridicolo e deprimente.
Un’anima in pena durante tutto il corso del match.
Sconfitto da sé stesso ancor prima che da Djokovic.
Il suo fare attendista lo ha punito per l’ennesima volta.
E io – illuso – che speravo avesse imparato qualcosa dalla finale dell’anno scorso!
Tragicomico è stato anche vederlo vistosamente innervosito dal “suo gruppo” (mamma & staff), contro il quale ha imprecato in più occasioni. Sarebbe forse ora di cambiarlo, questo “gruppo”. (D’altronde incitare pesantemente il pargolo per ogni 15, indistintamente se fatto o subìto, non è che gli dia serenità o sicurezza in più; possibile che mamma Judy non lo capisca?)
Peccato: si attendeva una grande finale, ma è stata rovinata dalla non-performance del sempre più eterno incompiuto, che lascia l’amaro in bocca non solo a chi continua a sperare in un suo exploit – come il sottoscritto – ma anche al ricordo di un intero Australian Open altrimenti gradevolissimo.

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